Ultima modifica: 10 Gen 2018
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La Scuola Secondaria di Primo Grado

Ptof medie curricoli discipline 2017_18

REALTA’ SOCIALE
La Scuola Secondaria di 1° grado assume sempre più la caratteristica di Scuola – Servizio che deve rispondere ad esigenze molto diversificate:
1) compatibilità con l’orario di lavoro dei genitori;
2) aspettative culturali rispetto al tipo di offerta specifica (scuola più semiconvitto);
3) alternativa alla strada o a situazioni di rischio;
4) necessità di rafforzamento dell’istruzione in casi di carenze anche gravi;
5) soluzione di problemi familiari in situazioni difficili.
La Scuola garantisce l’integrazione degli alunni attraverso attività di recupero e di socializzazione, coinvolgendoli in diverse attività progettuali che mirano a valorizzare e a potenziare le capacità di ciascuno.
RAPPORTI SCUOLA FAMIGLIA
In considerazione del particolare contesto in cui opera la scuola, si garantisce alle famiglie un servizio adeguato alle loro esigenze.
L’insegnante collabora il più strettamente possibile con i genitori sul piano educativo e si impegna a favorire la comunicazione, formale ed informale, al fine di sviluppare un clima costruttivo tra famiglia e scuola. Egli espone chiaramente ai genitori gli obiettivi educativi e culturali, rende conto dei risultati dell’alunno/a, favorisce il confronto e considera attentamente i problemi che gli vengono presentati.
Genitori, docenti ed educatori sono coinvolti in un rapporto finalizzato alla valorizzazione delle risorse di ciascun alunno e della scuola attraverso:
1) colloqui a scadenze regolari calendarizzati all’inizio dell’anno scolastico;
2) assemblee di classe proposte dai Docenti, Educatori e Genitori ed eventualmente anche alunni;
3) comunicazioni costanti tramite diario, telefono ed altre forme da concordare in base alle esigenze dell’utenza;
4) efficienza del Collegio dei Docenti per realizzare le attività programmate;
5) adeguamento e flessibilità dell’orario delle lezioni;
6) corsi di recupero;
7) potenziamento;
8) progetti;
9) viaggi d’istruzione;
10) visite guidate;
11) partecipazione ad iniziative culturali (mostre, concerti, spettacoli teatrali);
12) partecipazione ai Giochi Sportivi Studenteschi, alle Convittiadi.

RAPPORTI DELLA SCUOLA CON ALTRI ORGANISMI
1) Adesione ad iniziative culturali proposte alla Scuola da parte di Enti Pubblici ed organismi privati;
2) realizzazione di progetti con associazioni ambientaliste;
3) partecipazione a concorsi, convegni, tavole rotonde;
4) intervento di esperti per lo sviluppo di progetti e l’approfondimento di determinate tematiche

ARTICOLAZIONE DELLA GIORNATA SCOLASTICA
L’unità oraria è di 60 minuti dal lunedì al sabato.
ore 8,25/8,30 ingresso degli alunni in aula, accolti dai Professori;
dalle ore 8,30 alle ore 9,30 1a ora di lezione;
dalle ore 9,30 alle ore 10,20 2a ora di lezione;
dalle ore 10,20 alle ore 10,30 ricreazione
dalle ore 10,30 alle ore 11,30 3a ora di lezione;
dalle ore 11,30 alle ore 12,30 4a ora di lezione;
dalle ore 12,30 alle ore 13,30 5a ora di lezione;
alle ore 13,30 gli Educatori accompagnano gli alunni alla mensa;
dalle ore 13,30 alle ore 14,20 pausa pranzo;
dalle ore 14,20 alle ore 15,00 prima ricreazione;
dalle ore 15,00 alle ore 17,00 attività di studio;
dalle ore 17,00 alle ore 18,00 merenda e seconda ricreazione;
alle ore 18,00 uscita.
ORE SETTIMANALI PER DISCIPLINA
Discipline Ore settimanali
ITALIANO 6 +1
STORIA 2
GEOGRAFIA 1
MATEMATICA 4
SCIENZE 2
TECNOLOGIA E INFORMATICA 2
INGLESE 3
FRANCESE o SPAGNOLO 2
ARTE E IMMAGINE 2
MUSICA
STRUMENTO (SOLO INDIRIZZO MUSICALE) 2
4+2
SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE 2
RELIGIONE CATTOLICA/MATERIA ALTERNATIVA 1
TOTALE CORSO ORDINARIO
TOTALE INDIRIZZO MUSICALE 30 ORE
36 ORE
CORSO AD INDIRIZZO MUSICALE
Dall’anno scolastico 2015/2016 è attivo, presso la nostra scuola, un corso ad indirizzo musicale nel quale lo studio di uno strumento, scelto fra i quattro proposti dalla scuola (pianoforte, chitarra, violino, oboe), diventa curricolare.
In linea con le finalità della scuola, l’insegnamento strumentale promuove la formazione globale dell’individuo offrendo, attraverso un’esperienza musicale più completa, occasioni di maturazione logica, espressiva e comunicativa. Integra unitamente alla dimensione cognitiva, la dimensione pratico-operativa, estetico-emotiva, improvvisativo-compositiva, offre all’alunno ulteriori occasioni di sviluppo e orientamento delle proprie potenzialità e gli consente di maturare una più avvertita coscienza di sé e del modo di rapportarsi al sociale. Inoltre fornisce occasioni di integrazione e di crescita per gli alunni in situazione di svantaggio.
Il Corso è opzionale e la volontà di frequentarlo deve essere espressa al momento dell’iscrizione alla classe prima. Vi si accede dopo aver sostenuto un test orientativo-attitudinale per il quale non è richiesta alcuna esperienza musicale pregressa da parte del candidato.
La commissione esaminatrice è formata dai docenti di Strumento ed eventualmente dal docente di Musica. Al termine della prova, ad ogni candidato viene attribuito un punteggio in base al quale si stila una graduatoria d’idoneità degli studenti che frequenteranno il Corso.
L’Indirizzo Musicale non è però da intendere come potenziamento didattico nell’ambito della Musica ma si configura come specifica offerta formativa organizzata con le modalità previste dal D.M. 201/99. La disciplina “Strumento musicale” è, quindi, curricolare a tutti gli effetti, ha durata triennale ed è parte integrante del piano di studi dello studente nonché materia degli Esami di Stato al termine del primo ciclo d’istruzione. Pertanto la frequenza alle lezioni è obbligatoria e l’esito viene riportato nella pagella scolastica.
Le classi ad Indirizzo Musicale sono assegnate alla sezione B che ha come seconda lingua comunitaria il Francese.
Il collegio docenti della scuola ha deciso di assegnare agli alunni del corso sei ore settimanali così suddivise: due ore per la musica d’insieme e teoria e lettura della musica e quattro ore per le lezioni individuali. Il Corso è propedeutico all’ammissione ai Licei Musicali di recente istituzione.

RACCORDO SCUOLA PRIMARIA-SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
La conclusione del ciclo elementare e l’inserimento nel ciclo successivo assumono le caratteristiche di una situazione di transizione psico-sociale, come l’inserimento in un ambiente nuovo, interruzioni di relazioni importanti con gli altri compagni, conoscenza e confronto, con nuove regole di organizzazione, adattamento delle nuove abitudini con un nuovo metodo di studio. Tutto questo può causare nell’alunno un disorientamento nella prosecuzione del processo formativo. Assume quindi particolare importanza il rapporto tra la Scuola Primaria e la Scuola Secondaria di Primo Grado.
La particolare struttura verticalizzata dell’Istituto garantisce:
1. la facilitazione di rapporti attraverso il confronto diretto tra gli insegnanti della classe quinta della Scuola Primaria e gli insegnanti della prima classe della Secondaria di Primo Grado, con la immediata valutazione delle classi interessate e lo scambio di proposte di intervento sugli alunni per una continuità più proficua dal punto di vista formativo;
2. il coordinamento e la realizzazione di diverse attività di supporto per il recupero delle abilità;
3. l’attuazione di Progetti nei diversi ordini di scuola;
4. la presentazione della Scuola alle famiglie e agli alunni;
5. la creazione di uno sportello informativo, tra Gennaio e Febbraio, per un colloquio immediato tra gli insegnanti della Scuola Secondaria di Primo Grado e i Genitori.
Un valido contributo educativo viene anche fornito dagli Educatori che lavorano in collaborazione con gli Insegnanti partecipando ai Consigli di Classe e alla realizzazione di alcuni Progetti.

CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI PRIME
La formazione delle classi prime avviene secondo i seguenti criteri stabiliti dal Collegio dei Docenti insieme al Dirigente Scolastico:
– formazione di classi omogenee tra loro ed eterogenee all’interno di ciascuna;
– informazioni raccolte negli incontri con gli Insegnanti della Scuola Primaria;
– livello di apprendimento di ciascuno dei ragazzi;
– numero dei maschi e delle femmine;
– equa ripartizione degli alunni disabili;
– ripetente (gli alunni ripetenti vengono inseriti nelle stessa sezione dell’anno precedente);
– richieste formulate dalle famiglie per piccoli raggruppamenti al fine di migliorare la socializzazione;
– inserimento nella stessa sezione –salvo diversa richiesta da parte delle famiglie- di alunni che hanno fratelli frequentanti al momento dell’iscrizione;
L’eventuale spostamento in sezioni diverse è concesso dal Dirigente Scolastico dopo aver valutato le motivazioni del Consiglio di Classe o dei Genitori.

FINALITÁ GENERALI
Creazione di un rapporto costruttivo con l’alunno, fondato sul dialogo, sulla partecipazione e responsabilizzazione attraverso:
 attività curricolari finalizzate alla formazione integrale della persona;
 conoscenza e utilizzo delle risorse della scuola;
 inserimento della Scuola nella più vasta realtà circostante;
 elaborazione di strumenti idonei a favorire la continuità tra Scuola Primaria – Secondaria di Primo Grado – Secondaria di Secondo Grado;
 formazione delle classi in base ai criteri deliberati dal Collegio dei Docenti;
 garanzie di adeguate condizioni igieniche nell’ambiente scolastico;
 sviluppo delle capacità di orientamento attraverso la valorizzazione delle risorse personali dell’alunno, la percezione di sé e l’autostima, la percezione dell’altro e del contesto sociale;
 attività di recupero e di potenziamento;
 visite guidate;
 viaggi d’istruzione;
 avviamento alla pratica sportiva;
 avviamento all’attività musicale, tecnico-operativa e teatrale.

OBIETTIVI DELL’AREA NON COGNITIVA
Comportamento
1) acquisire capacità di autocontrollo
2) maturare maggior senso di responsabilità
3) acquisire rispetto per le persone, l’ambiente, le regole
4) migliorare la consapevolezza dell’utilità delle regole
5) rinforzare i comportamenti responsabili

Socializzazione
1) potenziare le forme di collaborazione/di inserimento nella classe
2) sviluppare atteggiamenti di solidarietà e tolleranza
3) accrescere le capacità relazionali
4) abituare al lavoro di gruppo
Interesse
 rafforzare la motivazione allo studio
 potenziare la partecipazione alle attività scolastiche
 stimolare il desiderio di intervenire nel lavoro scolastico
 potenziare le abilità attentive
Impegno
 favorire maggiore applicazione, costanza e coinvolgimento nel lavoro in classe e a casa
 attivare modalità di lavoro produttivo ed efficace
 favorire il superamento delle eventuali difficoltà
Metodo di studio
 acquisire sicurezza/autonomia nello studio
 saper progettare il proprio lavoro
 essere puntuale nell’esecuzione dei compiti assegnati
 tenere in ordine il materiale scolastico
 saper procedere secondo le indicazioni ricevute
Orientamento
 migliorare il grado di autonomia nelle scelte
 sviluppare capacità di prendere decisioni
 accrescere la fiducia in sé
 acquisire la consapevolezza delle proprie capacità e attitudini e dei propri limiti
 saper affrontare situazioni nuove

LA METODOLOGIA
La scelta della metodologia dovrà ricadere su quella che risulta più efficace e produttiva ai fini sia dell’apprendimento sia del processo di formazione della personalità dei ragazzi.
Essa sarà centrata sulle competenze iniziali e sui ritmi di apprendimento degli alunni e varierà a seconda delle discipline e degli argomenti trattati.
Di seguito vengono elencati alcuni metodi e strategie:
metodo induttivo–sperimentale, metodo logico-deduttivo, discussione guidata, problem solving, strategie individualizzate e collettive (schede di recupero, di potenziamento e di esercizio, brain-storming, lezione frontale, lezione partecipata, lavori di gruppo, mappe concettuali).

CRITERI METODOLOGICI
 Valorizzare l’esperienza e le conoscenze degli alunni;
 Attuare interventi adeguati nei riguardi delle diversità;
 Favorire l’esplorazione e la scoperta;
 Incoraggiare l’apprendimento collaborativo;
 Promuovere la consapevolezza del proprio modo di apprendere al fine di imparare ad apprendere;
 Realizzare percorsi in forma di laboratorio.

I MEZZI E GLI STRUMENTI
I mezzi andranno utilizzati come supporti alla lezione orale o al testo scritto.
Essi possono essere classificati in:
a) Mezzi a stampa b) Mezzi visivi c) Mezzi sonori
libri di testo film CD
monografie videocassette/DVD registratore
dizionari fotografie
enciclopedie lucidi
giornali e riviste illustrazioni
documenti
d) Mezzi audiovisivi e) Mezzi interattivi
Tv color tecnologie multimediali (pc, LIM)
videoregistratore

ATTIVITÀ E PROGETTI OFFERTI DALLA SCUOLA
• Attività musicali: tali attività sono destinate a gruppi di studenti particolarmente motivati ed interessati alla pratica musicale; attualmente è in attesa di finanziamento il progetto “La Banda della Scuola”;
• Attività sportive: il Convitto promuove numerose attività sportive che si tengono nelle proprie strutture (Nuoto, Atletica, Calcio, Basket, Scherma);
• Canopolando: attività finalizzate alla creazione del Giornalino del Convitto Nazionale;
• Certificazioni Trinity: gli studenti particolarmente motivati possono partecipare alle attività propedeutiche al conseguimento dei diversi livelli delle certificazioni Trinity e partecipare agli esami. La nostra scuola è infatti un Centro Trinity accreditato;
• Convittiadi: si tratta delle Olimpiadi dei Convitti Nazionali: gli studenti selezionati si cimentano, in numerose discipline sportive, gare e attività teatrali e musicali. Le Convittiadi si svolgono in diverse località italiane;
• Educazione alla Salute: sono previste attività relative all’educazione alimentare, all’educazione affettiva e alla prevenzione (educazione sessuale, educazione alimentare, zoonosi, Talassemia, acuità visiva e controllo scoliosi);
• Educazione ambientale: i principali temi affrontati riguardano la raccolta differenziata, il riciclo e il rispetto nei confronti dell’ambiente (progetto “No littering”);
• Orientamento: attività di accompagnamento ad una scelta consapevole dei percorsi scolastici;
• Scacchi al Canopoleno: introduzione al gioco degli scacchi;
• Recupero e potenziamento.

ALTRI SERVIZI OFFERTI
• Accoglienza: il servizio mira a rispondere all’esigenza di quelle famiglie che hanno necessità di affidare i propri figli alla scuola tra le ore 7,30 e le ore 8,30 del mattino. L’affidamento degli alunni deve avvenire entro le ore 8,15.
• Semiconvitto: gli studenti frequentano il Convitto dalle ore 13,30 alle ore 18,00. E’ operativo il servizio mensa con pasti preparati in loco. Alle ore 17,00 è prevista la merenda.

PROGRAMMAZIONE PER GLI ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES)
Premessa
La recente normativa (Direttiva Ministeriale del 27/12 /2012 e Circolare Ministeriale 8 del 6 marzo 2013) ha ridefinito e completato il tradizionale approccio all’integrazione/inclusione scolastica estendendolo all’intera area dei Bisogni Educativi Speciali (BES).
L’inclusione scolastica si deve intendere come un processo volto a rimuovere ostacoli e impedimenti in modo tale che ciascun individuo possa essere valorizzato, trovandosi ad operare nelle condizioni più adeguate per esprimere al meglio le proprie potenzialità.
Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali propri di tutti quegli alunni che presentano, anche transitoriamente, difficoltà nell’apprendimento e nello sviluppo, richiedenti interventi individualizzati non obbligatoriamente supportati da una diagnosi medica e/o psicologica, ma comunque riferiti a situazioni di difficoltà rispetto alle quali è necessario che la scuola offra adeguata e personalizzata risposta, impegnando e coinvolgendo tutti i docenti e i componenti della comunità scolastica per promuovere e favorire la cultura dell’inclusione.
Nella definizione di BES rientrano le seguenti sotto-categorie:
1) Disabilità (legge 104/92)
2) Disturbi Evolutivi Specifici: disturbi specifici dell’apprendimento (DSA legge 170/2010), deficit del linguaggio, delle abilità non verbali, della coordinazione motoria, dell’attenzione e dell’iperattività
3) Svantaggio (socio-economico, socio-linguistico, socio-culturale).
Per le prime due categorie (alunni certificati e alunni con diagnosi DSA) la nostra scuola condivide e applica da diversi anni la normativa esistente; dall’anno scolastico 2013-2014 si è provveduto ad individuare e gestire gli studenti non appartenenti alle prime due categorie.
L’inserimento degli alunni nelle classi è finalizzato a consentire il pieno sviluppo delle potenzialità di ognuno e la piena inclusione, rendendo il percorso educativo funzionale alle effettive esigenze dei singoli ed offrendo loro ogni possibile opportunità formativa.
L’inclusione è un processo globale, sistemico, che coinvolge tutti e deve attuarsi su più piani, prevedendo non unicamente l’aspetto didattico-educativo, ma anche quello affettivo-relazionale. La condizione indispensabile affinchè l’alunno sia realmente integrato è costituita da una rete di relazioni riguardanti, innanzitutto, l’ambito dell’affettività. La scuola, quindi, attribuisce importanza prioritaria al creare condizioni di relazioni efficaci sia con i compagni che con il corpo docente e il personale scolastico in genere. In linea con tale orientamento, viene curato in modo attento l’approccio iniziale con l’istituzione scolastica (accoglienza) poiché esso rappresenta una novità fatta di spazi fisici e regole non conosciute. Inoltre, gli insegnanti della scuola si assumono l’impegno di attivare una pedagogia dell’ascolto e dell’accettazione basata su reali opportunità di confronto e di comprensione reciproca con e fra gli alunni, di costruire e mantenere nella classe un clima positivo e aperto alla collaborazione, di prevenire situazioni di isolamento e/o comportamenti negativi, evitando, per quanto possibile, esperienze frustranti.
La scuola si propone di attuare l’inclusione in modo tale da promuovere, in risposta ai bisogni speciali dei singoli alunni, la realizzazione dei seguenti obiettivi generali:
– Crescita nell’autonomia;
– Crescita nella socializzazione;
– Crescita nella capacità di comunicazione;
– Crescita negli apprendimenti;
– Crescita nella realizzazione delle relazioni interpersonali.
Sulla base di queste premesse, il team docente programma tutti i facilitatori possibili per rimuovere le barriere che contribuiscono ad ostacolare l’apprendimento e attiva un dialogo costante e una proficua collaborazione con la famiglia e con gli operatori dei servizi specialistici, per poter acquisire ulteriori informazioni in merito all’alunno e condividere il suo percorso di crescita nel rispetto delle competenze reciproche nei propri ambiti. La scuola ha predisposto un PAI (Piano Annuale per l’Inclusione) nel quale sono raccolte in un quadro organico tutte le azioni didattico educative per garantire il pieno successo formativo ai nostri alunni. Si tratta di un documento previsto dalla normativa, finalizzato all’auto-conoscenza e alla pianificazione della propria offerta formativa in senso inclusivo.

Inclusione degli alunni con disabilità (DVA – legge 104/92)
Gli alunni diversamente abili, una volta inseriti nelle classi, sono seguiti dagli insegnanti specializzati, che operano in stretta collaborazione con gli insegnanti curricolari, in sinergia e con univocità di intenti. L’azione di sostegno è svolta in maniera flessibile in riferimento agli spazi: si utilizzano momenti di uscita dalla classe ma è prevalente, presso la scuola, la scelta di far svolgere agli alunni le lezioni all’interno del gruppo classe, dove le dinamiche di rapporti e di interazioni rappresentano occasione di maturazione per tutti e contribuiscono a conoscere la diversità nella sua dimensione essenziale e non come caratteristica emarginante.
Al fine di ottenere risultati veramente concreti, si individuano le attività rispondenti alle reali possibilità di sviluppo e di apprendimento dei singoli alunni per garantire a ciascuno di essi supporti didattici adeguati alle effettive possibilità di integrazione nella comunità scolastica, di inserimento sociale e di sviluppo di tutte le potenzialità comportamentali, costruttive e creative, grandi o piccole che siano.
Gli interventi che i docenti attivano nel quadro della programmazione educativa e didattica, mirano a promuovere il massimo di autonomia, di acquisizione di competenze, di abilità espressive e comunicative e, commisuratamente alla tipologia e alla gravità del deficit, il possesso dei basilari strumenti linguistici e matematici.
Per tali alunni viene redatto un Piano Educativo Individualizzato (PEI) che, prima di essere messo in atto, viene illustrato ai genitori e sottoscritto da essi.
Per la stesura del PEI si attua un’attenta indagine conoscitiva dell’alunno nella sua specificità. Oltre al raccordo scuola – famiglia – servizi specialistici, i docenti si avvalgono della documentazione che si trova agli atti degli uffici amministrativi della scuola. In particolare, è indispensabile visionare la Diagnosi Funzionale che consente di avere un quadro dettagliato delle problematiche fisiologiche, psicologiche e psico – affettive dell’allievo. Contemporaneamente, nelle prime settimane di scuola, si avvia un’osservazione sistematica dell’alunno, sia durante il lavoro che nei momenti ricreativi, che consente di completare la conoscenza e fare il punto della situazione in merito a potenzialità, abilità e bisogni soggettivi.
Sulla base delle informazioni acquisite, della programmazione di classe e delle programmazioni per materia, l’insegnante di sostegno e tutti gli altri docenti del Consiglio di Classe elaborano il PEI, documento che contiene la programmazione didattica ed educativa dell’alunno diversamente abile. In esso sono esplicitati gli obiettivi, le metodologie e le strategie che si vogliono adottare per valorizzare le risorse dell’allievo; vi sono specificati inoltre gli ausili e i materiali didattici da utilizzare e le modalità di verifica e valutazione. Il PEI, nel corso dell’anno, è sottoposto a costante verifica e può, se necessario, essere aggiornato in itinere o modificato.

Inclusione degli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA – legge 170/2010)
I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) interessano uno specifico dominio di abilità (lettura, scrittura, calcolo) e determinano difficoltà a volte molto rilevanti nell’acquisizione delle abilità scolastiche, in una situazione in cui lo sviluppo intellettivo è nella norma e non sono presenti deficit sensoriali.
È possibile distinguere i DSA in:
Dislessia: disturbo che ostacola il normale processo di interpretazione dei segni grafici con cui si presentano per iscritto le parole. E’ un disturbo che riguarda la trasformazione dei segni in suoni e viene messo in evidenza attraverso la lettura a voce alta.
Disortografia: difficoltà ortografiche. Si riscontrano difficoltà a scrivere le parole usando tutti i segni alfabetici e a collocarli al posto giusto e/o a rispettare le regole ortografiche (accenti, apostrofi, forme verbali etc.).
Disgrafia: difficoltà a livello grafo-esecutivo. Il disturbo della scrittura riguarda la riproduzione dei segni alfabetici e numerici con tracciato incerto, irregolare.
Discalculia: difficoltà nelle abilità di calcolo o della scrittura e lettura del numero.
Questi disturbi possono manifestarsi tutti insieme oppure comparire isolatamente.
La compromissione più o meno grave di queste abilità, per il carattere di elevata trasversalità che esse ricoprono nei processi di apprendimento, ha una forte ricaduta su ogni area/disciplina scolastica.
La scuola, quindi, è il luogo in cui il problema affiora maggiormente e, per questo motivo, il suo intervento è determinante.
Facendo riferimento alla normativa vigente, la nostra scuola predispone le condizioni per una reale e soddisfacente partecipazione scolastica di questi alunni, mettendo in atto strategie metodologiche adeguate ai loro ritmi/modalità di apprendimento.
Per tali alunni i Consigli di Classe elaborano un Piano Didattico Personalizzato (PDP).
Il PDP, in base alla certificazione, formalizza il percorso didattico, l’utilizzo degli strumenti compensativi, l’adozione di misure dispensative e le modalità delle verifiche in corso d’anno, nei diversi ambiti e discipline di studio.
Il PDP è uno strumento funzionale al successo formativo degli alunni e alla continuità didattica. Esso è condiviso e sottoscritto dai genitori, in accordo anche con eventuali esperienze educative e riabilitative extrascolastiche.

Inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali che non rientrano nelle due precedenti categorie (BES)
Rientrano in questa categoria tutti quegli studenti che si rilevano in situazione di difficoltà di apprendimento, anche temporanea e/o non diagnosticata, esposti ad insuccesso, demotivazione scolastica e relazionale che conseguono a cause personali, culturali, sociali ecc. In base al tipo di bisogno gli insegnanti elaborano un percorso personalizzato che si integra nella programmazione didattica prevista per la classe.
Anche per questi alunni i Consigli di Classe elaborano un Piano Didattico Personalizzato (PDP) la cui finalità è l’inclusione scolastica degli stessi e il relativo successo formativo.
Il PDP serve ai docenti come strumento di lavoro in itinere e ha anche la funzione di documentare alle famiglie le strategie di intervento programmate. Esso è condiviso e sottoscritto dai genitori, in raccordo anche con eventuali esperienze educative e riabilitative extrascolastiche.
Il PDP può essere modificato ogni qualvolta sia segnalato un cambiamento nei bisogni o difficoltà dell’alunno e può essere utilizzato fino a quando le difficoltà e i bisogni dello studente non siano risolti (es. patologie temporanee, momentanea situazione familiare, alunni stranieri appena arrivati in Italia, ecc.).

PROGETTAZIONE DEL CURRICOLO (ADEGUAMENTO ALLE NUOVE INDICAZIONI NAZIONALI DEL 5/2/2013)
“Il curricolo d’istituto è espressione della libertà d’insegnamento e dell’autonomia scolastica e, al tempo stesso, esplicita le scelte della comunità scolastica e l’identità dell’istituto. La costruzione del curricolo è il processo attraverso il quale si sviluppano e organizzano la ricerca e l’innovazione educativa”.
In conformità alle suddette Indicazioni Nazionali, nella Scuola sono operativi due Dipartimenti, uno che raggruppa le discipline dell’area linguistico-espressiva e sociale (lettere, lingue straniere, arte e immagine, musica, religione cattolica), l’altro relativo all’area matematico-scientifico-tecnologica (scienze matematiche, tecnologia, educazione motoria).
All’interno di questi Dipartimenti prendono forma le condizioni organizzative, pedagogiche e didattiche che guidano l’insegnamento delle varie discipline, all’insegna della trasversalità, dell’integrazione e dell’unitarietà.

ORIENTAMENTO
L’orientamento è una dimensione fondamentale del comportamento umano, prende avvio con la vita dell’individuo e si protrae per l’intero arco dell’esistenza. La capacità di orientarsi non è innata ma si apprende all’interno di una relazione con una figura adulta; è un processo decisionale che implica capacità introspettive, esame della realtà, capacità di superare l’incertezza relativa ad una scelta. L’attività di orientamento si sviluppa fin dalla scuola dell’infanzia, “accompagna” l’alunno e si concretizza nella proposta di percorsi personalizzati di apprendimento. La scuola secondaria di primo grado assume un ruolo centrale nella formazione scolastica con azioni volte alla valorizzazione e promozione di diversi tipi di attitudini e interessi nonché alla scelta dell’indirizzo scolastico successivo.
Nella nostra scuola già da diversi anni si porta avanti un “Progetto Orientamento” con la finalità di favorire il più possibile il passaggio da un ordine di scuola all’altro, attraverso indicazioni e percorsi orientativi.
Il progetto si articola in azioni di orientamento “in entrata” e “in uscita”, rivolte rispettivamente agli alunni delle classi terminali dei due diversi ordini di scuola: Primaria e Secondaria di I Grado.

ORIENTAMENTO IN ENTRATA
Destinatari
Genitori e alunni provenienti dalle classi quinte della scuola primaria.
Attività
– “Open day”: giornate di apertura della scuola nei mesi di gennaio e di febbraio, durante le quali dirigente, docenti, educatori ed alunni accolgono genitori e alunni delle classi quinte, presentano gli spazi e le attività della scuola.
– Sportello informativo: è un servizio attivo nei mesi di gennaio e di febbraio, in orario scolastico e pomeridiano, attraverso cui la Scuola offre l’occasione ai genitori e agli alunni delle classi quinte di porre domande e ottenere risposte adeguate sull’organizzazione e le strutture della scuola nonchè di ricevere un supporto per le iscrizioni on-line;
– Consegna di brochure con informazioni estratte dal POF;
– Attività di accoglienza rivolta alle classi quinte con visita dei locali della scuola e partecipazione in aula a lezioni disciplinari e/o attività laboratoriali;
– Incontri con i docenti delle classi quinte per la condivisione dei curricoli e lo scambio di notizie utili per l’inserimento dei singoli nel gruppo classe;
– Predisposizione/compilazione di schede valutative che specifichino il livello di competenza raggiunto dai singoli nelle diverse aree.
ORIENTAMENTO IN USCITA
Premessa
Nella Scuola Secondaria di primo grado, l’orientamento ha lo scopo di accompagnare gli studenti nel loro percorso di crescita e di orientarli nel momento della scelta della Scuola Secondaria di secondo grado. In tale ottica, le attività orientative impegnano tutto il percorso triennale della Scuola Secondaria di primo grado, in quanto parte integrante del processo formativo e oggetto del progetto educativo e didattico di ogni classe. La scelta del percorso di studi successivo si colloca quindi a conclusione di percorsi didattici attraverso i quali gli alunni pervengono ad una più consapevole conoscenza di sé, delle proprie attitudini, capacità ed interessi, raggiungono una più attenta capacità di autovalutazione e una maggiore conoscenza del mondo in cui vivono.
Su tali basi, l’orientamento cura parallelamente due aspetti:
– formativo, che interessa il triennio, poiché fin dalla prima classe offre all’alunno occasioni di sviluppo della sua personalità, nel proprio contesto socio-economico e culturale, mettendolo nelle condizioni di operare scelte ragionate nell’immediato e nel futuro e di riflettere più consapevolmente sul suo progetto di vita.
– informativo, per gli alunni delle classi terze, in quanto attraverso una corretta informazione offre allo studente l’opportunità di conoscere i percorsi di istruzione superiore, i vari indirizzi e piani di studio e di maturare una scelta nel rispetto delle proprie potenzialità.
Destinatari dell’orientamento informativo.
Alunni delle classi terze della scuola secondaria di I grado.
Attività
– Orientamento in classe: informativa relativa ai vari percorsi scolastici superiori e profili professionali, discussione rispetto all’idea o alla scelta individuata dall’alunno;
– Organizzazione di incontri in sede con docenti e alunni di istituti superiori per una conoscenza più puntuale delle scuole presenti nel territorio e della loro offerta formativa;
– Visite/partecipazione ad attività presso Istituti superiori della città;
– Distribuzione di opuscoli guida delle scuole superiori;
– Informazioni relative ad open day, incontri e iniziative organizzati dalle scuole;
– Consiglio orientativo redatto dal Consiglio di Classe.
orientamento in uscita alunni dva (L.104/92).
Nell’ultimo anno della scuola secondaria di I grado, dopo attenta valutazione da parte dei docenti, della famiglia e degli specialisti che seguono l’alunno/a, l’insegnante di sostegno prende i primi contatti con il referente della scuola superiore individuata, per un primo scambio di informazioni.
Successivamente si concordano i seguenti incontri:
– incontro tra docente di sostegno della scuola media e insegnante della scuola superiore;
– passaggio di informazioni alla famiglia ed eventuale visita della stessa alla scuola superiore;
– visita dell’alunno/a alla scuola per conoscere il futuro ambiente scolastico.
Qualora lo si ritenga necessario, previo consenso della famiglia, si potrà elaborare un progetto-ponte che preveda la frequenza da parte dell’alunno/a di alcune ore di lezione nell’istituto scelto.
Il progetto implica una serie di operazioni, accordi, definizioni di strumenti, tempi, che saranno di volta in volta adattati alle specifiche situazioni individuali.

ACCOGLIENZA
Come già detto più sopra, questo servizio risponde all’esigenza di quelle famiglie che hanno necessità di affidare i propri figli alla scuola tra le ore 7,30 e le ore 8,30 del mattino.
L’accoglienza ha però anche un valore educativo e formativo in quanto persegue i seguenti obiettivi:
• Accogliere gli allievi facendoli sentire a loro agio nella scuola.
• Conoscere gli allievi nella loro vita sociale e favorire la loro conoscenza reciproca.
• Favorire l’integrazione e lo sviluppo dello spirito di gruppo.
• Sviluppare la capacità di sostenere le proprie convinzioni attraverso le regole della comunicazione.

LA VALUTAZIONE
Le attività organizzate e finalizzate, compiute da insegnanti e alunni hanno necessità di essere monitorate per verificarne il processo e i risultati.
Valutare significa:
§assegnare un valore agli eventi apprendimento-insegnamento;
§rilevare i prodotti rappresentativi e metterli a confronto con: gli obiettivi prefissati, le possibilità dell’alunno, i ritmi e i metodi di un apprendimento significativo;
§esprimere il grado di apprendimento rispetto all’obiettivo.
La valutazione è una raccolta sistematica e continuativa di informazioni, che riguardano il modo in cui gli alunni accedono e procedono nell’apprendimento. È finalizzata alla regolazione, al cambiamento, alla crescita e allo sviluppo.
La disponibilità di tali indicazioni permette di assumere una rapida ristrutturazione del percorso formativo. In tal modo, è possibile soddisfare le necessità di ciascun allievo, differenziando la proposta educativa in base alle esigenze didattiche, all’orientamento e alla formazione della persona. La valutazione assume un ruolo compensativo, volto a modificare opportunamente l’assetto strutturale e organizzativo della progettazione didattica. A tal punto, diviene formativa, ma anche processuale, in quanto provvede continuamente ad adeguare le attività di insegnamento-apprendimento. Tale attività è necessaria per rimuovere eventuali difficoltà e ostacoli che ritardano o impediscono l’acquisizione delle competenze previste.
Alle scadenze quadrimestrali, la valutazione è sommativa poiché indica un bilancio consuntivo della progettazione didattica. Ha la funzione di esprimere il profitto finale dell’alunno considerando la situazione di partenza e i traguardi attesi.
La valutazione investe il processo di sviluppo relativo all’ambito comportamentale, cognitivo e di maturazione dell’alunno e sarà attuata attraverso vari momenti:
§La valutazione d’ingresso, con la scelta di prove oggettive o soggettive per accertare la situazione iniziale, in ordine alle abilità possedute dagli allievi. Le prove saranno strutturate in continuità con la Scuola Primaria.
§Valutazione intermedia, attraverso prove soggettive ed oggettive, per verificare il grado di apprendimento durante il percorso didattico ed introdurre eventuali rinforzi e modifiche.
§Valutazione sommativa, attraverso prove finali oggettive e soggettive per accertare i risultati ottenuti con vari itinerari didattici.
La scheda quadrimestrale di valutazione rappresenta un collettore dei diversi interventi osservativi e misurativi.
I voti saranno espressi in decimi, come da normativa vigente. Il Collegio dei Docenti ha anche stabilito di non esprimere valutazione inferiori a 4 poiché si ritiene improbabile la situazione di non apprendimento in senso assoluto.
I docenti hanno definito il significato da attribuire al 5 in comportamento che, per legge, blocca il passaggio dell’alunno alla classe successiva anche in presenza di valutazioni positive negli apprendimenti delle varie discipline. La valutazione del comportamento inferiore alla sufficienza, ovvero a 6/10, riportata dallo studente in sede di scrutinio finale, infatti, comporta automaticamente la non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo di studi (cfr: D.L. 1° settembre 2008, n. 137 coordinato con la legge di conversione n. 169 del 30 ottobre 2008, recante: «Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università»).

VALUTAZIONE D’ISTITUTO
La valutazione non riguarderà solo gli studenti ma anche l’efficacia e la qualità dell’azione educativa della scuola, dell’incisività delle proposte formative e dei piani di lavoro e percorsi curricolari elaborati.
Tale valutazione sarà svolta attraverso il monitoraggio dei risultati conseguiti dagli alunni nelle prove per discipline, in quelle comuni per competenze, opportunamente strutturate dai docenti nei diversi dipartimenti, e in quelle nazionali.
Un questionario somministrato ai docenti ed alle famiglie potrà consentire, inoltre, di rilevare il grado di soddisfazione dei soggetti coinvolti ed individuare punti di forza ed eventuali fragilità della scuola.
L’analisi dei risultati così ottenuti consentirà di stilare un piano di miglioramento dell’offerta formativa e contribuirà a rendere più sereni e produttivi i rapporti scuola-famiglia.

AGGIORNAMENTO DEI DOCENTI
L’aggiornamento dei docenti rappresenta una risorsa indispensabile per affrontare in modo più adeguato le esigenze degli studenti e per elevare la qualità dell’offerta formativa.
Attraverso le attività di formazione e aggiornamento si intende perseguire le seguenti finalità:
– approfondimento delle conoscenze;
– sviluppo professionale;
– ricerca e innovazione didattica.
Partendo dall’analisi dei bisogni di alunni e docenti si ritiene importante sviluppare le competenze professionali in relazione alle seguenti tematiche:
– rinnovamento metodologico-didattico (applicazione della multimedialità alla didattica, miglioramento delle competenze relative all’organizzazione dell’apprendimento, alla progettualità, alla gestione di gruppi ed alla conduzione di rapporti produttivi con i diversi soggetti che agiscono nella scuola)
– approfondimento inerente gli alunni BES (problematiche e strategie didattiche da adottare)
– valutazione / autovalutazione
– continuità educativa
– conoscenza di una lingua straniera comunitaria
La formazione si svolgerà attraverso le seguenti modalità:
– formazione/aggiornamento attraverso le offerte delle agenzie territoriali;
– autoformazione;
– formazione in servizio attraverso corsi su tematiche specifiche.